INTOLLERANZE TEST GENETICI - Cemur87

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INTOLLERANZE TEST GENETICI

Prevenire significa evitare l'insorgenza di un evento dannoso e quindi di malattie gravi, applicando stili di vita adeguati ed adottando esami diagnostici che evidenzino alterazioni dello stato di salute.
E' possibile intervenire eseguendo i seguenti TEST: INTOLLERANZE. Le intolleranze sono reazioni ostili che l’organismo ha nei confronti del cibo e che risultano essere differenti dalle allergie, non esibendo la medesima sintomatologia. Viene proposto un test citotossico che si basa sull’analisi della reazione che hanno i leucociti quando sono posti a contatto con gli estratti degli alimenti nei confronti dei quali si vuole stabilire l’intolleranza.  GENETICI. I geni sono un vero e proprio “manuale di istruzioni” che determina i limiti potenziali del singolo organismo ed una mutazione nella sequenza genica può portare ad una proteina non funzionante. Lo studio dei polimorfismi genici mediante test effettuato su un campione di mucosa buccale può fornire utili indicazioni rispetto alle capacità individuali di metabolizzare particolari nutrienti. Esistono test per: – intolleranza al lattosio (Indagine di mutazione per il gene della lattasi) – malattia celiaca (Ricerca aplotipi HLA, DQ2 e DQ8) – metabolismo della vitamina D (Ricerca polimorfismi del VDR) – metabolismo dei folati (Ricerca polimorfismo dell' MTHFR) – obesità (Ricerca polimorfismo del FTO) – metabolismo dei lipidi (Ricerca polimorfismo del APOC3)
Chi si rivolge a me per una visita nutrizionistica riceve una valutazione della sua composizione corporea ottenuta mediante bioimpedenziometria, una lista dei cibi ai quali fosse eventualmente intollerante dopo l'esecuzione del test leucocitotossico ed una dieta personalizzata basata esclusivamente su una corretta alimentazione, senza uso di farmaci o prodotti chimici.

PREMESSA
Il corretto rapporto con il cibo è fondamentale per godere a lungo di buona salute. E' oramai accertato, infatti, come l’insorgere di moltissime patologie sia strettamente legato ad abitudini alimentari errate.
L’amplissima scelta di prodotti di cui oggi disponiamo ci porta spesso ad effettuare scelte alimentari errate, nonostante una alimentazione il più possibile naturale ed equilibrata sia la base di uno stile di vita sano e di una corretta composizione corporea.
Partendo dal presupposto che una dieta efficace può essere elaborata solo a partire da una corretta definizione del “profilo nutrizionale”, mi avvalgo di strumenti di indagine altamente specifici per poter guidare, chi si rivolge a me, ad intraprendere un percorso che porta all’acquisizione di una corretta alimentazione e quindi al benessere. A tale scopo non si può prescindere dalla conoscenza della composizione corporea, delle intolleranze alimentari e della genetica.
Studio della Composizione Corporea La bilancia è uno strumento semplice ed affidabile ma non discrimina tra massa grassa e massa magra ed è quindi insufficiente per monitorare i cambiamenti corporei dovuti ad esempio ad un cambio di regime alimentare.
Ad oggi la soluzione ideale per la stima dei compartimenti corporei è la tecnica impedenziometrica che, utilizzando il modello tricompartimentale, è in grado di discriminare non solo la massa grassa dalla massa magra, ma anche, all’interno della massa magra, la massa cellulare da quella extracellulare per poter così assegnare una dieta appropriata e personalizzata.
La misurazione si effettua utilizzando quattro elettrodi cutanei posizionati in modo standard, sul dorso della mano e sul dorso del piede, così che l'esecuzione delle misure avvenga in modo rapido (meno di cinque minuti, inclusa l'applicazione degli elettrodi) e ripetibile.

CHE COSA SONO LE INTOLLERANZE ALIMENTARI
Le intolleranze alimentari sono reazioni ostili che l’organismo ha nei confronti del cibo e che risultano essere differenti dalle allergie, non esibendo la medesima sintomatologia.
Nelle condizioni di intolleranza alimentare non si evidenziano risposte tipiche dei tradizionali test cutanei, le condizioni dell’organismo non arrivano mai a quelle di stati di shock anafilattico e non si riscontrano quasi mai effetti immediati caratteristici delle reazioni allergiche. È quindi difficile una diretta correlazione di stati di intolleranza a specifiche assunzioni di cibo e solamente un’analisi più approfondita può risultare efficiente nella ricerca delle cause e dei fenomeni ad esse connessi.
Le condizioni sintomatologiche connesse alle intolleranze alimentari si manifestano secondo quadri più o meno lievi caratterizzati da stanchezza, cefalee, nausea, asma, diarrea, meteorismo, dolori addominali postprandiali, infezioni ricorrenti, dolori articolari, riniti, congiuntiviti, e con modificazioni cutanee del tipo di orticaria, pelle secca, eczemi, dermatiti, psoriasi. Sono poi spesso correlate a disordini del peso corporeo con variazioni sia in eccesso sia in difetto.
Non sempre le intolleranze alimentari costituiscono la causa unica di tali stati patologici, infatti non sempre c’è relazione diretta fra queste e la condizione di anormalità. In tali casi, esse sono piuttosto da considerare come concause che, abbassando le difese immunitarie, facilitano l’instaurarsi di stati patologici. Le condizioni sintomatologiche tipiche delle intolleranze sono infatti comuni a stati alterati dell’organismo già precedentemente presenti, come nel caso di problemi gastro-intestinali di origine organica o forti condizioni di stress, che rendono l’organismo più sensibile, fino a disturbi emotivi che già di per sé indeboliscono le normali condizioni organiche. Il problema alimentare è in questi casi solamente un elemento aggiuntivo e peggiorativo ma non primario. Ciò nonostante, in tali situazioni un’indicazione dietetica nata dai suggerimenti dell’analisi delle intolleranze aiuta al ristabilimento delle condizioni normali sebbene non rimuova la causa principale.
I sintomi tendono a manifestarsi tardivamente e per questo motivo, chi ne soffre, non riesce a stabilire un nesso di causalità in quanto realizzano una sintomatologia cronica, non necessariamente specifica dell’apparato digerente, legata all’assunzione di cibi che rientrano nell’alimentazione di tutti i giorni. Altre concause che possono facilitare la comparsa di intolleranze alimentari sono attribuibili allo stile di vita. Un’alimentazione non corretta sia nei tempi, sia nelle quantità, sia nella variabilità dei cibi, così come una scarsa masticazione ne facilitano la comparsa. L’utilizzo di antibiotici, allo stesso modo, altera delle condizioni basali.

COME SI ESEGUE IL TEST LEUCO-CITOTOSSICO
Questo test si basa sull’analisi della reazione che hanno i leucociti quando sono posti a contatto con gli estratti degli alimenti nei confronti dei quali si vuole stabilire l’intolleranza. L’analisi è effettuata direttamente sulle cellule leucocitarie mediante un microscopio ottico.
Dall’osservazione dei leucociti si attribuisce un diverso grado di reazione all’estratto alimentare secondo la seguente scala:
• livello 0 reazione assente (A)
• livello 1 reazione lieve (B)
• livello 2 reazione media (C)
• livello 3 reazione forte (D)
Questi livelli di reazione vengono definiti in base allo stato del leucocita, il quale passa da una condizione normale ad una di rigonfiamento, poi di vacuolizzazione ed infine di rottura, oltre che dall’abbondanza relativa dei leucociti che hanno reagito rispetto al totale.

I TEST GENETICI
Una delle caratteristiche degli organismi viventi è quella di trasmettere alle generazioni future tutte le informazioni necessarie alla prosecuzione della specie. I geni sono quindi un vero e proprio “manuale di istruzioni” che determina i limiti potenziali del singolo organismo. I geni possono presentarsi in differenti forme, dette polimorfiche, a cui corrispondono prodotti proteici diversi e con differente grado di attività.
Le proteine sono “gli strumenti” che permettono al nostro corpo di  funzionare, quindi parlando di nutrizione si può dire che una ridotta attività di specifiche proteine chiave oggi identificate, comporta una compromissione del normale metabolismoe assorbimento dei nutrienti. Questi deficit possono comportare delle carenze nutrizionali e dei malassorbimenti che, se non riconosciuti, finiscono per comportare una riduzione della qualità della vita e anche condurre a vere e proprie patologie. Oggi grazie a moderni ed affidabili test genetici si può con certezza determinare la predisposizione individuale, così da proporre adeguate integrazioni alimentari e ridurre in modo decisivo il rischio di patologia.
. Intolleranza al lattosio comporta incapacità di digerire il latte e tutti i suoi derivati. Conseguenza di questa deficienza sono gonfiori, crampi allo stomaco, diarrea. Con questo test  è possibile scoprire se la lattasi, enzima deputato alla scissione del lattosio, è in grado di funzionare correttamente. . Celiaca non tutti sono in grado di tollerare il glutine, proteina presente nei cereali quali orzo, frumento, segale, miglio, avena. Tale patologia determina un malassorbimento dei nutrienti, diarrea, anemia e manifestazioni cutanee; questi sintomi, spesso non sono presenti contemporaneamente e la diagnosi risulta quindi difficoltosa. . Metabolismo della vitamina D Il calcio è importante per le nostre ossa. Se il nostro organismo non è in grado di metabolizzare correttamente la vitamina D il calcio introdotto può non essere sufficiente. Con questo test è possibile diagnosticare uno scorretto metabolismo della vitamina D e supplire ad esso con una dieta più ricca di calcio. . Metabolismo dei folati l'acido folico è fondamentale per il nostro organismo; riveste un ruolo cruciale nei processi cellulari, e nelle donne in gravidanza è fondamentale nella prevenzione di alcune malformazioni neonatali a carico del sistema nervoso centrale (spina bifida). L'uomo non è in grado di produrlo e lo deve quindi introdurre con l'alimentazione. . Obesità C'è chi mangia di tutto e non mette su neppure un grammo e c'è, invece, chi pur seguendo costantemente una dieta ferrea è sempre in lotta con la bilancia. A quanto pare dipende tutto da un gene che può presentarsi in 2 polimorfismi diversi. Un polimorfismo determina continui problemi di peso, l'altro, invece, permette di bruciare con rapidità le calorie assunte. . Metabolismo dei lipidi Esiste un gene che esercita un ruolo importante nel metabolismo dei grassi e due polimorfismi sono associati ad un rischio 4 volte superiore di ipertrigliceridemia così come ad un elevato rischio di insorgenza di infarti, arteriosclerosi e patologie cardiovascolari
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